Chiosco nel Parco Paradiso

chiosco-paradisoIl chiosco sorge  all’interno del nuovo parco di Borgata Paradiso,

realizzato su un’area, fino a poco tempo fa destinata ad un uso agricolo, compresa tra il viale Radich, via Milano e il viale Vittime della Shoah .

L’area, che si estende per circa 60.000 mq è attraversata per tutta la sua estensione da un viale centrale ciclopedonale che, con il suo andamento sinuoso è l’elemento compositivo principale del parco.

chiosco-paradiso-2I suoi estremi costituiscono gli ingressi al parco e il suo percorso funge da elemento di connessione fra le varie aree funzionali.

A metà del percorso del viale, in posizione baricentrica rispetto alla superficie del parco, si trova un’area circolare, che già in sede progettuale si prevedeva dovesse  ospitare un pubblico esercizio: bar o attività di ristoro.

In prossimità di questa zona  sono posizionate due distinte aree gioco fornite di attrezzature ludiche.

L’area circolare, destinata alla localizzazione del chiosco, ha un diametro di 25 metri, e dunque un area di circa 490 mq,  leggermente rialzata rispetto al terreno circostante e pavimentata con terreno costipato e stabilizzato.

È tangente al percorso ciclopedonale e su di essa convergono tre ulteriori percorsi secondari.

I vincoli dimensionali imposti dalle norme, impongono la realizzazione di  un manufatto avente una conformazione particolare.

Ciò diventa occasione per realizzare per il chiosco una struttura forse atipica.
Mentre i chioschi normalmente sono strutture simmetriche e statiche, in questo si è ricercato un effetto dinamico:
alternanza rette/curve; verticalità dei sostegni; asse della copertura in alto divergente dall’asse della costruzione in basso

Del chiosco tradizionale si mantengono i materiali (lamiera verniciata) e l’essenzialità costruttiva (anche per una sostenibilità economica); è diversa la forma che priva di assi di simmetria ha rimandi morfologici agli elementi naturali del parco: le colonne come tronchi, le foglie a coronamento.

La copertura allude a una forma vegetale, riprendendo la suggestione della vicina scuola materna.
Come avviene in natura, le “foglie” di copertura riparano, ombreggiano e, grazie ai pannelli fotovoltaici convertono la radiazione solare in energia.

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