Aspetto e funzione

Distinzione tra aspetto e funzione

modernismo1“La netta distinzione tra aspetto e funzione è illusoria. Sebbene a prima vista si possa associare il termine “funzione” alla capacità di fornire un riparo fisico efficace, è probabile che non rispetteremmo una struttura che servisse solo a tenerci all’asciutto e al caldo.

A ciascun edificio chiediamo non soltanto che assolva a una certa funzione, ma anche che abbia un certo aspetto e contribuisca a creare una precisa atmosfera: di religiosità o di cultura, di semplicità o di modernità, di lavoro o di vita familiare. Magari pretendiamo che ci trasmetta sicurezza o entusiasmo, armonia o morigeratezza  Magari speriamo che stabilisca un rapporto con il passato o simboleggi il futuro e ci lamenteremmo, come ci lamentiamo per un bagno che funziona male, se questo secondo livello espressivo ed estetico della funzione venisse ignorato.

John Ruskin suggerì di cercare due cose nei nostri edifici: che ci diano riparo e che ci parlino – ci parlino di tutto ciò che noi riteniamo importante e che vogliamo ricordare.  

In realtà gli architetti del movimento modernista, come i loro predecessori,  volevano che le loro case parlassero. […] Volevano che le loro case parlassero del futuro, con la sua promessa di velocità e tecnologia, democrazia e scienza. Volevano che le loro poltrone evocassero le automobili da corsa e gli aeroplani; volevano che le loro lampade esprimessero la potenza del’industria e le loro caffettiere il dinamismo dei treni. […]

Sebbene sostenessero di adottare un approccio puramente scientifico e ragionato, gli architetti modernisti continuavano a relazionarsi con il loro lavoro in maniera romantica: vedevano nell’architettura il mezzo per sostenere uno stile di vita che li affascinava.

( tratto da Alain de Botton: Architettura e felicità)

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